La mia esperienza come ragazza alla pari.

Chi mi segue su instagram, avrò avuto occasione di capire che ho trascorso diversi mesi a Dublino e che a questa esperienza devo molto perchè mi sento di essere cambiata, di aver riscoperto la voglia di vivere. 

Ebbene si, oggi, finalmente vi racconto che ho fatto li in tutti quei mesi! Ho tanto da dire, quindi vi consiglio di rilassarvi e mettervi comodi a leggere se non avete tempo ritornate qui con più calma :). 

Era più o meno settembre del 2016 quando avevo una laurea triennale in tasca e tanta indecisione riguardo al mio futuro e a cosa avrei voluto fare. Iniziai così a spedire i primi CV alla ricerca di uno stage come copywriter o social media manager, poche aziende mi richiamarono e la cosa non andrò a buon fine. 
Così mi ritrovai a casa, immersa nella noia e nella quotidianità con quella terribile angoscia di non saper cosa fare nella vita. Finchè un giorno ho iniziato a fare delle ricerche in internet del tipo: trovare lavoro all’estero, come trasferirsi a Londra per imparare l’inglese, quali lavori fare all’estero e così via. 
Fin da quando avevi 15 anni sognavo di trascorrere un periodo più o meno lungo all’estero, non ho voluto fare l’erasmus perchè dal punto di vista didattico e considerando il mio percorso di studi non l’ho ritenuta un’esperienza utile, per cui era arrivato il momento tanto atteso. Non era nei miei piani, non era una cosa preparata e non avevo grosse cifre da parte. Per cui erano essenziali due cose prima di partire: avere la certezza di un tetto e di un piccolo stipendio. Mi bastò poco per capire che l’esperienza più adatta alle mie esigenze era quella della ragazza alla pari e poi io ho sempre adorato i bambini quindi sarebbe stata anche divertente. 

Così in pochi minuti ho creato il mio profilo su Aupair World e ho iniziato a contattare le prime famiglie. Ho impostato dei filtri per migliorare la ricerca: lingua inglese, 2 o 3 bambini perchè solo uno sarebbe stato troppo monotono e noioso, e avrei preferito dei bambini piccoli di 1,2 o 3 anni così avrei avuto il mio da fare e non mi sarei annoiata, disponibilità 6 mesi partenza prevista per gennaio. 
Ho fatto svariati colloqui e un giorno è arrivata la famiglia che mi avrebbe confermata. Una famiglia italiana residente a Dublino con 3 bambine: 1 anno, 3 anni e 8 anni. Sembrava tutto perfetto, da un lato mi dispiaceva fossero italiani perchè non avrei avuto una totale immersione nella cultura irlandese, dall’altro mi dava una certa sicurezza. Inoltre era l’unica famiglia che mi dava il tempo di seguire un corso di inglese e che viveva vicino al centro città. 
Ed è così che il 9 gennaio 2017 sono salita sull’aereo direzione Irlanda. 

Pensavo di essere pronta ad allontanarmi dalla mia famiglia, a vivere questa esperienza ma il distacco non è stato affatto semplice. Il momento più difficile che ho vissuto è stato quando ho messo piedi in quella che sarebbe stata la mia nuova casa: c’era tutta la famiglia ad aspettarmi e pronta ad accogliermi, ma io non lo ero. Sentivo già il bisogno dei miei spazi, la tranquillità di casa mia e la dolcezza delle mie nipotine. Ma non c’era tempo per pensare a questo dovevo fare amicizia con tutti e soprattutto farmi accettare dalle bambine. E così in mezzo al caos dei giochi, ai dolci sorrisi di Anna, Giulia e Giorgia, ma anche ai loro capricci e alle loro insistenze, in mezzo all’entusiasmo travolgente di Lucrezia e allo strano accento di Thomas è iniziata la mia avventura. 

I primi mesi non sono stati facili; sono quei mesi in cui bisogna essere socievoli con tutti, bisogna non avere pregiudizi, bisogna partecipare a più attività possibili insomma bisogna avere grinta ed entusiasmo. E forse sono proprio questi due ingredienti che ti mancano quando sei lontano da casa per la prima volta. 
Ma Dublino è una città ricca di iniziative, di divertimenti e soprattutto di persone che sanno essere cordiali e aperte con gli altri ed è impossibile non lasciarsi travolgere da tutta questa voglia di vivere. Arrivano le prime amicizie, le bambine iniziano ad affezionarsi, tante cose che prima non potevi sopportare ora sai come superarle e si viene a creare la quotidianità. 

Dal lunedì al venerdì lavoravo e dal venerdì sera davo il via al mio pazzo weekend in giro per l’Irlanda. 
Non sono stata sei mesi semplici, forse la cosa più difficile a volte era rientrare in casa, ma non sentirsi a casa. Non avere i propri spazi e non potersi creare le proprie abitudini. Inoltre la famiglia numerosa che ho tanto voluto scegliere richiedeva un enorme quantità di lavoro e di aiuto e così mi sono ritrovata a svolgere molte ore in più rispetto a quelle necessarie.

Però stringevo i denti e aspettavo l’arrivo del weekend. Quel momento in cui avrei rivisto le mie amiche per visitare l’Irlanda in lungo e in largo oppure per scatenarci a ritmo di musica e birre nei pub Dublinesi. 
Insomma il tempo passava e io mi affezionavo sempre più alle mie tre bimbe che mi davano un gran bel da fare durante la settimana e ai miei weekend che si alternavano tra lunghi pomeriggi di chiacchiere a pettegolezzi di fronte a una calda tazza di caffè, alle gite alla scoperta di paesaggi mozzafiato alle serate in compagnia di fronte a un cheesburger e una birra. 

Fino a quando arriva giugno e il momento di ritornare a casa e che tristezza. Per me i ritorni sono sempre difficile, che sia stata via solo un weekend o una settimana provo sempre una certa tristezza nel ritornare a casa.. quindi immaginate un po’ voi dopo sei mesi come potevo essere. 

In ogni caso ritengo che questi sei mesi mi abbiano dato molto. Dall’indipendenza, all’imparare a buttarsi e al non aver paura di chi potresti incontrare. Il mondo è pieno di belle persone e siamo tutti uguali, tutti con le stesse preoccupazioni, ma ognuno con i suoi sogni. Ed è bello ascoltare le storie delle persone: ognuno ha la sua e ognuno è ciò che è grazie a questa. 
Non sempre le cose vanno come nei piani o come sembrava dovesse essere; a volte capita che la tua famiglia non rispetti il contratto di lavoro e ti riempia di ore di lavoro, a volte capita che le bimbe con cui dovrai lavorare non siano così tranquille come sembrano nelle foto, ma poi ti guardi alle spalle e ti rendi conto che, nonostante tutto, è stata l’esperienza più bella della tua vita. 
Andare all’estero spaventa e le incognite sono tante, ma poi tutto assume una forma e tutto diventa bello: le altre culture ti sanno dare cose che la tua cultura non ti sa dare e tu puoi dare ad altri ciò che loro non danno te. I giorni si riempiono di calore tra i tuoi nuovi negozi preferiti, la tua nuova strada di tutti i giorni, i sorrisi dei tuoi nuovi amici e il nuovo paese da scoprire. Ed è proprio questo il bello di un’esperienza di diversi mesi all’estero: tornare un po’ diverso da come sei partito e riscoprire la voglia di vivere. 

Ecco questa è stata la mia esperienza, non perfetta ma in ogni caso stupenda. E se vi viene voglia di partire… beh fatelo! 😉

 

Precedente Un giorno a Venezia può bastare! Successivo Scopriamo Dublino: Itinerario di 3 giorni!

Lascia un commento